Attività

ATLETICA LEGGERA IN BORGO VALBELLUNA

 Sabato 30 marzo, impianti sportivi Borgo Valbelluna, Mel: gli Istituti Comprensivi di Mel, Lentiai e Trichiana, Limana a confronto nella discipline dell’atletica leggera.

 Grande giornata di festa quella trascorsa sabato 30 marzo presso gli impianti di atletica di Borgo Valbelluna-Mel dai ragazzi delle classi seconde e terze della secondaria di primo grado degli Istituti Comprensivi di Mel-Lentiai e Trichiana-Limana accompagnati dalle insegnanti Federica Collazuol e Mariachiara Nicolini. In preparazione ai prossimi appuntamenti distrettuali e provinciali i quasi 300 ragazzi dei due comprensivi della Valbelluna si sono cimentati nelle discipline dell’atletica leggera.

Un’importante occasione per tutti di mettersi alla prova confrontandosi non solo con i propri compagni di scuola, ma anche con quelli provenienti da altre realtà scolastiche.

La perfetta riuscita di un appuntamento così complesso è stata possibile grazie alla collaborazione della Società Sportiva La Piave 2000 e del Liceo Sportivo Statale Follador di Agordo.

La Piave 2000, importante società di atletica che da quasi vent’anni opera sul territorio, non è nuova a collaborazioni con le scuole e in tale occasione ha curato la preparazione degli impianti sportivi e ha messo a disposizione i suoi tecnici per garantire il corretto svolgimento delle prove.

Il presidente Andrea Zanivan, sempre presente in modo attivo in tali manifestazioni, ha voluto sottolineare come la sua società speri fortemente che il neonato Borgo Valbelluna possa dare un impulso agli impianti sportivi, in particolare realizzando la copertura in tartan della pista per le corse in modo da poter ospitare gare anche di livello regionale e nazionale. 

Fondamentale anche la collaborazione con il Liceo Sportivo Statale Follador di Agordo, che è sceso a valle con un gruppo di ragazzi, accompagnati dagli insegnanti Elisa De Min e Luigi Franzot, che hanno avuto l’occasione di cimentarsi in alcuni degli aspetti sportivi che studiano a scuola come l’organizzazione e la gestione di eventi, il ruolo dei giudici di gara e la stesura delle classifiche.

Il risultato è stato una grande festa dello sport, con i suoi vincitori, però soprattutto con tanti ragazzi che hanno voluto correre, saltare e lanciare sfidando gli altri, ma soprattutto sfidando loro stessi.

E' possibile visualizzare le classifiche delle fasi di Istituto a questo link

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LE DONNE DI ANTONELLA FORNARI RACCONTANO A SCUOLA LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Le classi terze della secondaria di primo grado di Borgo Valbelluna incontrano la scrittrice Antonella Fornari e “Le donne della Prima Guerra Mondiale”

"Le donne e la Prima Guerra Mondiale" è una storia in gran parte ancora tutta da raccontare, fatta di azioni che non ebbero mai la ribalta della cronaca ufficiale, ma che ne costituirono la trama silenziosa e nascosta. La scrittrice Antonella Fornari ha riproposto ai ragazzi delle classi terze della secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Mel e Lentiai alcune di queste storie avvenute tra Cadore Ampezzo e Carnia e recuperate inseguendo le tracce sopravvissute nella memoria degli eredi, negli archivi privati, nei luoghi stessi del conflitto.

Storie di mamme, mogli, sorelle, vedove, bambine, alpiniste, donne soldato le cui vite furono irripetibili, permeate dal mistero della vita e della morte, dal coraggio di esserci nonostante tutto.

Antonella Fornari, biologa di origini mantovane, vive da lungo tempo in Cadore fra le sue adorate Montagne, rivolgendo ad esse non solo la sua passione alpinistica, ma una lunga attività di studio e di ricerca storica. E’ considerata a pieno titolo tra le maggiori esperte della Prima Guerra Mondiale, alla quale ha dedicato tutti i suoi lavori, che, in bilico fra storia e montagna, ripercorrono le vie in roccia e gli itinerari aperti per necessità di guerra negli anni del Primo Conflitto Mondiale, riaprendo i "cassetti delle memoria" e riportando alle luce avvenimenti dimenticati.

“La forza del coraggio di queste donne pulsa ancor oggi nelle testimonianze da loro lasciate – ha spiegato la Fornari ai ragazzi – veri e propri segni di una presenza determinante nell’evoluzione del conflitto. Parlarne oggi, a più di cento anni di distanza, è un atto dovuto di rispetto, ma anche un omaggio a queste donne il cui amore per i propri uomini e per la propria terra seppe oltrepassare la potenza dei politici e la prepotenza delle nazioni, seppe cancellare il colore delle divise, riempì i fossi delle trincee perché non ci fosse più divisioni”.

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VIVERE A SCUOLA IL GIORNO DELLA MEMORIA

Le classi terze della secondaria di primo grado di Mel e Lentiai hanno incontrato Gianni Faronato e Giovanni Perenzin per non dimenticare.
La scuola riveste un ruolo fondamentale nel tramandare e nell’avvicinare i ragazzi ad alcuni eventi che hanno segnato e continuano a segnare le sorti dell’umanità.
L’Istituto Comprensivo di Mel e Lentiai da sempre include nella propria didattica momenti in cui i ragazzi sperimentano un approcciarsi alla storia in modo diretto, attraverso lo studio dei documenti e, quando è possibile, grazie alla testimonianza di chi certi eventi li ha vissuti in prima persona. E’ il caso del Giorno della Memoria, ricorrenza istituita nel 2000 per ricordare la liberazione, il 27 gennaio 1945, del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell’esercito sovietico.
Sabato 26 gennaio le classi terze delle secondarie di primo grado di Mel e Lentiai hanno incontrato chi la storia della deportazione nazi-fascista l’ha vissuta sulla propria pelle.
Gianni Faronato è uno degli ultimi rimasti; a soli sedici anni venne internato nel 1944, nel lager di Dora vicino a Bolzano, accusato di essere una staffetta partigiana; era poco più di un ragazzo, travolto da eventi per lui difficili da capire, ma che lo obbligarono a crescere in fretta.
Dopo un’introduzione storica fatta dal prof. Giovanni Perenzin, ex presidente provinciale dell’A.n.p.i. di Belluno e collaboratore dell’Istituto storico bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea, i ragazzi, attraverso il racconto di Faronato, si sono calati in una storia per loro fortunatamente lontana, ma non per questo meno attuale. Forte il bisogno di chiedere quali furono i sentimenti, gli stati d’animo di questo uomo la cui storia lo accomuna a milioni di uomini e donne privati della loro umanità.
I ragazzi sono arrivati a questo incontro dopo un percorso non solo fatto sui libri e guidato dalle insegnanti di lettere e di religione, ma anche artistico. Le prof.sse di educazione artistica e tecnologia hanno infatti motivato i ragazzi nel realizzare dei disegni ispirati alle atrocità della Shoah corredati da alcuni articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Gli elaborati sono serviti poi per illustrare un calendario, che è stato donato ai due relatori. Importante il messaggio di tolleranza culturale che i ragazzi hanno voluto trasmettere indicando per ogni mese le festività cristiane, islamiche, ebraiche e laiche,
L’esperienza, che tanto ha toccato i ragazzi, verrà poi raccontata in un articolo per il giornale scolastico. Un altro modo per condividere e non dimenticare.

 

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